La Caciotta di Urbino si presenta in tavola come un formaggio di media dimensione, dal colore giallo paglierino uniforme, con pasta compatta e leggermente occhiata. La forma è cilindrica schiacciata, il peso varia tra i due e i quattro chili. La crosta liscia, sottile e di colore giallo dorato, racchiude una pasta elastica e omogenea. Quando affettata, rivela una struttura friabile ma consistente, senza difetti visibili. Il profumo è delicato, leggermente acidulo, con note che ricordano il latte vaccino puro e, nelle forme stagionate, sentori di burro e fieno.

Gusto

Il sapore è mite e dolce, con una nota leggermente salata che non risulta mai invasiva. La pasta si scioglie in bocca con una certa cremosità, lasciando un retrogusto piacevole e pulito. Viene servito di solito a fette, da accompagnare a pane casereccio, miele di acacia o di castagne, e a frutta secca come noci e mandorle. L'abbinamento tradizionale marchigiano è con i vini bianchi secchi locali, oppure con rossi leggeri se il formaggio è stagionato oltre i tre mesi.

Benessere

Valori nutrizionali (per 100 g)

Valori indicativi e approssimativi, basati sulla composizione tipica della Caciotta di Urbino DOP. Variano secondo stagionatura, metodo di produzione e materia prima utilizzata.

Preparazione5 min
Cottura0 min
Difficoltàfacile
Porzioni4 persone
Costomedio
Stagionetutto l'anno
Ingredienti
  1. Estrazione dal frigoTira fuori la Caciotta dal frigorifero 20-25 minuti prima di servire, in modo che la pasta raggiunga la temperatura ambiente e il sapore risulti più espressivo e cremoso.
  2. Lavoro della melaLava la mela sotto acqua corrente, asciugala, poi affettala sottile con un coltello affilato senza spellarla. Spruzza subito le fette con due gocce di olio e una minuscola quantità di sale marino, in modo da rallentare l'ossidazione.
  3. Preparazione della frutta seccaTogli la pelle rossa dalle mandorle immergendole 2 minuti in acqua bollente, poi asciugale bene. Spezza le noci a mano in pezzi irregolari di media grandezza. Se preferisci, tostale leggermente in una padella a fuoco moderato per 3 minuti, mescolando spesso, per intensificare il sapore.
  4. Taglio e presentazioneSe usi una forma intera, taglia la Caciotta in fette di circa 1 centimetro di spessore con un coltello a lama liscia, pulendolo tra un taglio e l'altro. Disponi le fette su una tavola di legno o su un piatto di ceramica bianca, creando una composizione leggera e naturale.
  5. Assemblaggio finaleCircondi il formaggio con le fette di mela, le noci e le mandorle, distribuite in modo regolare. Versa il miele in un piccolo recipiente al centro o ai lati, in modo che ognuno possa versarlo a proprio piacimento. Affetta il pane a fette spesse e disponilo di lato.
  6. RifinizioneUn filo leggero di olio extravergine di oliva versato attorno al formaggio (non sulla pasta stessa) aggiunge un aspetto raffinato e un tocco di sapore minerale. Controlla il sale: se il formaggio lo contiene già, non aggiungerne altro.
  7. ServizioPorta in tavola subito, ancora a temperatura ambiente. Accompagna con un bicchiere di vino bianco secco marchigiano, oppure con una tisana di camomilla per chiudere il pasto in modo leggero.

L'errore da non fare

Non estrarre il formaggio dal frigorifero pochi minuti prima di servirlo. Se è ancora freddo, la pasta risulta dura e il sapore anestetizzato. Inoltre, evita di affettare la Caciotta con un coltello bagnato o sporco di altre pietanze: la pasta si comprime e le fette risultano irregolari. Usa sempre un coltello asciutto e pulito, e se necessario, immergilo in acqua calda e asciugalo tra un taglio e l'altro.

I nostri consigli

Quando prepararla

La Caciotta di Urbino si gusta al meglio in autunno e inverno, quando il latte delle mucche al pascolo ha una concentrazione di grassi superiore, regalando una pasta ancora più cremosa. In primavera ed estate è comunque eccellente, soprattutto se abbinata a una mela fresca e ad acqua fredda. Perfetta per una cena con ospiti, oppure come momento di pausa tranquilla al pomeriggio, accompagnata da pane e miele.

Domande frequenti